Napolitano contro le "calunnie che destabilizzano il governo"

Per Giorgio Napolitano il tema delle riforme istituzionali e costituzionali “è ormai ineludibile”. Il Presidente della Repubblica, intervenuto al Congresso dell’Anci, ha sottolineato come ormai “non se ne può più discutere a vuoto. Non ci si può più girare attorno". “In questo 2013-2014, c’è l’occasione di giungere a delle conclusioni valide" nelle riforme istituzionali e "non si possono giustificare e subire in proposito posizioni difensive e conservatrici".
16 AGO 20
Immagine di Napolitano contro le "calunnie che destabilizzano il governo"
Per Giorgio Napolitano il tema delle riforme istituzionali e costituzionali “è ormai ineludibile”. Il Presidente della Repubblica, intervenuto al Congresso dell’Anci, ha sottolineato come ormai “non se ne può più discutere a vuoto. Non ci si può più girare attorno".

Nel corso del suo intervento, di fronte al premier Enrico Letta e al sindaco di Firenze Matteo Renzi, Napolitano ha ribadito ancora una volta come sia “drammatico il bisogno di liberarci da contraddizioni antiche e recenti, da radicate e paralizzanti pastoie che impediscono un più ampio dispiegarsi di energie e potenzialità che il nostro Paese pure possiede". E’ nelle “contraddizioni e inefficienze” di alcune istituzioni che “risiede una non marginale ma pesante concausa della stagnazione, della capacità di crescere e competere della nostra economia”, ha aggiunto il capo della stato ammonendo infine come oggi “in questo 2013-2014, c’è l’occasione di giungere a delle conclusioni valide" nelle riforme istituzionali e "non si possono giustificare e subire in proposito posizioni difensive e conservatrici".

A questo proposito, inflessibile è stato il commento del Presidente della repubblica sull’iter che dovrà portare all’approvazione di una nuova legge elettorale. “Non è ammissibile che il Parlamento naufraghi ancora nelle contrapposizioni e nell'inconcludenza", ha ammonito Napolitano prima di ricordare “il limite estremo” cui ora sta giungendo “l'esame della questione cui la Corte Costituzionale è stata chiamata e che essa condurrà nell'udienza fissata per il 3 dicembre".

Napolitano ha poi spostato la sua attenzione dai palazzi della politica alla vita pubblica e all’opinione dei cittadini, “condizionate e deviate da un'onda diffusa e continua di vociferazioni, di faziosità, di invenzioni calunniose che inquinano il dibattito politico e mirano non solo a destabilizzare un equilibrio di governo ma a gettare ombre in modo particolare sulle istituzioni di più alta garanzia e di imparziale e unitaria rappresentanza nazionale". Io, ha concluso il capo dello stato, "ho il fermo intento di non sottrarmi a nessun adempimento per comodo o facilmente aggredibile che sia, purché rientri nei doveri e nei limiti del mio mandato. Quei doveri e quei limiti costituzionali che in egual misura ho sempre scrupolosamente osservato".